Processo alle streghe di Benevento. «Sibilla» La maga del fiume Sabato che appestó la torre di Benevento Maggio 1348. I
|
di Bascetta Arturo (Autore)
La reperibilità si riferisce alle tempistiche di arrivo del prodotto nelle nostre librerie e NON i tempi di spedizione al vostro indirizzo di recapito. |
Descrizione
I sette anni da scienziate del sabato dal sapere matrilineare al pignoramento. L'anno 1344 segna l'ingresso ufficiale delle pratiche magiche popolari nel bilancio dello Stato Pontificio. Dalla ricostruzione monumentale del settennio 1344-1351, rielaborata come una serie di lunghi reportage storici basati esclusivamente sull'analisi analitica dei faldoni della Reverenda Camera Apostolica (RCA), dei Registra Vaticana (Reg. Vat.) e degli Archivi di Napoli (ASN) e Benevento (ASBN), abbiamo estratto un profilo delle antesignane della stregoneria beneventana. Guglielmo de Rosières, appena insediato, non vede nelle guaritrici un pericolo per l'anima, ma una perdita per il tesoro. Il Vico del Trivio di Benevento appare per la prima volta nei registri non come luogo di leggenda, ma come distretto fiscale. La Chiesa inizia a monitorare l'idromanzia (l'indovinare attraverso l'acqua), interpretandola come un servizio professionale non tassato. Chi trae presagi dai riflessi dei pozzi nel Trivio viene colpito da "ammende di esercizio". È una "pace fiscale" ambigua: pagando 2 fiorini, la Mavana acquista il diritto di restare nell'ombra, mentre il Collettore trasforma il mistero in una voce di entrata ordinaria [RCA 350, f. 18r]. L'anno dopo la pressione burocratica si sposta dal sacro al biologico. Guglielmo de Rosières mette sotto assedio le Mammane, le ostetriche del popolo. Nelle pergamene della Mensa Arcivescovile [Busta XV, n. 12] emerge la criminalizzazione della farmacopea femminile. L'uso di erbe abortive o acceleranti del parto non è più solo un peccato, ma un "crimine di bando". La Chiesa vuole il controllo totale sulla demografia beneventana; colpire la Mammana significa colpire l'unica figura che entra nelle camere da letto delle donne. La multa di 15 soldi inflitta alla "mulier medica" è il primo passo verso lo smantellamento di quella rete di protezione matriarcale che garantiva la salute riproduttiva nel quartiere Trivio. Il 1346 è l'anno della "polizia della parola". Un mandato del Rettore [Reg. Vat. 240, f. 88v] proibisce formalmente i susurros (sussurri) e i canti sui corpi degli infermi. La medicina dei poveri, fatta di preghiere segrete e nenie, viene dichiarata illegale se non supervisionata da un presbitero. Si colpisce l'essenza stessa della Mavana: la sua capacità di mediare tra il visibile e l'invisibile attraverso il suono. De Rosières comprende che il potere delle donne risiede nel segreto; obbligandole al silenzio o alla presenza del prete, la burocrazia pontificia tenta di spezzare la trasmissione orale del sapere medico-magico che da secoli governa i vicoli della città. Mentre i primi sussurri di un morbo d'oltremare raggiungono Napoli nel 1347, a Benevento l'attività delle "mulieres" si sposta lungo le sponde del fiume Sabato. Guglielmo de Rosières stringe le maglie del controllo notturno. I verbali parlano di sequestri di "fatture e legamenti" [RCA 352, f. 54r] e appare per la prima volta il nome di Mabilia, descritta come colei che "conosce i segreti delle erbe". Non è più solo una questione di multe: si inizia a mappare la gerarchia delle guaritrici. A dicembre, mentre il Collettore compra incenso per "purificare il palazzo" dal rumore del morbo in arrivo, la città è sospesa. Le Mammane e le Mavane lavorano freneticamente a rimedi che non sanno essere inutili contro ciò che sta per accadere. Nel 1348 l'apocalisse ha un nome: Peste Nera. Ma per Guglielmo de Rosières, ha anche un prezzo. È l'anno del "Grande Processo" del Trivio. Tra il 1° e il 31 maggio, la burocrazia pontificia compie un capolavoro di sciacallaggio istituzionale. Sfruttando la denuncia di Prete Matteo, le guaritrici (Sibilla, Mabilia, Gemma) vengono trasformate in capri espiatori del contagio. Sequestri, aste, catene forgiate da Mastro Giovanni e l'agonia delle donne nella Torre di Porta Somma. Mentre la peste livella i testimoni e i carnefici, de Rosières spedisce 220 fiorini a Napoli [ASN]. Il mese si ch...
Dettagli
| Edizione: | 0 |
|---|---|
| Categoria: | storia |
| Volumi: | 0 |
| Pagine: | 0 |
| Collana: | I quinternioni del Vaticano (1344-1351) |
| Data Pubblicazione: | 01-2026 |
| Lingua: | Ita |
| ISBN: | 9788872973073 |
Cerca libro
Contattaci per informazioni
- Golpe di Cavour. La fine del Regno delle Due Sicilie annesso alla Stato di Sardegna e del Piemonte di Torino (1859-1861)
- Pietrastornina nel 1749. La provincia di Principato Ultra. Il Principato di Pietrastornina
- Le tonnare Amalfitane di Cetara e i marinai di Citara di Ischia
- Niccolò Gaetani dux del Lazio antico. L'assassinio di re Andrea e la rivolta di città dell'Aquila
- Demitopoli. 13 anni di terremoto e personaggi nella grande storia dei prefabbricati (quasi un romanzo)
- La reazione del 1861 sulla montagna di Montefusco
- Santa Trofimena di Minori sulla pomice di Ravello
- Gisulfo principe dei giudei della scuola medica salernitana. L'epopea degli Armeni e della Longobardia minor distrutta d
- Campi in festa per la vice regina di Napoli. 500 anni fa il viaggio salentino di Isabella del Balzo da Bisceglie ad Acer
- L'ultima regina di Puglia. Donna Sabella da Lecce a Ferrara. Isabelle De Balzo Di Venosa. Le regine di magna partenone 1
- L’impero di San Biagio
- Cinquecento italiano. Religione, cultura e potere dal Rinascimento alla Controriforma
- L'università di Napoli nell'età della Restaurazione. Tra amalgama, moti e repressione
- I prigionieri italiani negli Stati Uniti
- Tempo di guerra
- Avventure dell’obbedienza nella Compagnia di Gesù
- Il decennio rosso
- Il nemico tedesco
- La Sicilia musulmama
- La guerra di Libia
