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L'idea dei partiti da Hobbes a Burke
Descrizione
La distinzione consapevole ed esplicita tra fazioni e partiti, e con essa la moderna idea dei partiti, risale al costituzionalismo inglese del XVIII secolo, segnatamente a Edmund Burke e alla sua rivendicazione di "onorevoli connessioni" per il buon funzionamento del sistema politico. Un'idea, quindi, legata alla storia, alle istituzioni, alle procedure di quel governo rappresentativo e responsabile che, come nuova prassi costituzionale, aveva segnato l'esperienza dell'Inghilterra di Walpole. Invece in Francia si considerarono i partiti "parti" contro il "tutto": alla cultura politica dell'illuminismo francese il modello inglese parve fondamentalmente legato alla court, lontano dal country, ristretto a un'oligarchia imperniata sulla corruzione parlamentare, povero di tensione ideologica. Di qui uno dei più irriducibili motivi di antitesi fra "evoluzione" inglese e "rivoluzione" francese: da un lato l'esigenza dei partiti, dall'altro lato l'avversione a essi. In questo libro si cerca di ricostruire i diversi aspetti, anche alla luce di ciò che ha significato la riflessione sui partiti nella storia del liberalismo e della democrazia.
Dettagli
| Edizione: | 0 |
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| Categoria: | scienze politiche, politica |
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| Volumi: | 0 |
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| Pagine: | 0 |
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| Collana: | Società e socialità |
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| Data Pubblicazione: | 01-2008 |
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| Lingua: | Ita |
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| ISBN: | 9788831124430 |
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