Non più in commercio
In rem suam. Puttane e sessualità nell'antica Roma
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di Ripà Silvia (Autore) Brè
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14,00 €
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Reperibilità: fuori catalogo |
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Descrizione
Meretrix, prostituta, pellicula, moecha, scortum, lupa sono solo alcuni dei termini che i romani usavano per definire una professionista del sesso. La straordinaria varietà linguistica, dai connotati più o meno dispregiativi, indica una sola cosa: la centralità del meretricio nella società romana. Ma che funzioni assolveva il mestiere più antico del mondo, come si inseriva nella vita quotidiana di Roma, quali persone erano coinvolte e perché si legava ai culti e alle festività religiose? Quando si parla di un tabù è difficile distinguere la tradizione dalla storia. La sensibilità umana, specifica di ogni epoca, sancisce i valori del passato e, di volta in volta, li plasma e ridefinisce. In questo senso la società romana era profondamente sessualizzata proprio come quella odierna: la diffusione di pratiche sessuali in contesti pubblici, o l'aperta tassazione del meretricio, hanno lo stesso identico significato dell'interdizione al sesso dei secoli successivi. La confusione di oggi ha portato a ritenere che, anche per i romani, il sesso comprato fosse un segreto di pochi; e di fatto lo è diventato.
Dettagli
| Edizione: | 0 |
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| Categoria: | archeologia |
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| Volumi: | 0 |
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| Pagine: | 0 |
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| Collana: | Unibrè |
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| Data Pubblicazione: | 01-2022 |
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| Lingua: | Ita |
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| ISBN: | 9791259702234 |
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