La politica penale delle autonomie italiane (1350-1450). Nel percorso critico della giurisprudenza
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di Conetti Mario (Autore)
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Descrizione
Il volume esamina la dinamica delle istituzioni che dal XII secolo - esprimendo l'autogoverno delle città padane e toscane - conduce, a metà Trecento, allo sviluppo di ordinamenti giuridici compiuti, apparati per l'amministrazione della giustizia e, correlativamente, a una politica penale, ossia un sistema di valori e una dimensione istituzionale coincidente con l'ordinamento giuridico penale e con la sua realizzazione, coerente alla costruzione di egemonie territoriali. Il sistema della giustizia penale, tra metà Trecento e metà Quattrocento, diviene quindi molto diverso dal periodo precedente, per mutare ulteriormente con la seconda metà del Quattrocento. In particolare, a metà Trecento, è regola acquisire i pareri degli intellettuali giuristi in relazione al processo. Il parere si basa sulla considerazione degli atti processuali al fine di condizionare il giudizio, ma, allo stesso tempo, considera il processo da un punto di vista distaccato. Ed è proprio il parere, testo a sé stante e coerente, che in quanto fonte ha attirato negli ultimi tre o quattro decenni l'attenzione della storiografia giuridica e non solo. In seguito, con la seconda metà del Quattrocento, le decisioni precedenti delle corti di giustizia sostituiscono i pareri nelle funzioni di risolvere i nodi procedurali: i pareri legali criticano la politica penale delle autonomie italiane, perché quest'ultima esagera il ruolo coercitivo dei poteri pubblici, valorizzando le procedure delineate dagli ordinamenti giuridici particolari a scapito dei discorsi di sapere e demolendo le garanzie processuali a tutela dell'accusato o dell'inquisito. Le stesse garanzie sono viste spesso come ostacoli al corso della giustizia, poiché lo scopo è quello di giungere comunque a un giudizio, anche in assenza di prove. Le vittime concrete di questa politica penale sono non solo gli accusati o gli inquisiti, ma anche le persone offese, estranee alle reti di potere egemoni e private delle tutele di cui dovrebbero legittimamente godere. Le vittime ideali sono i valori di legalità, non come astrazioni, ma come acquisizioni dei discorsi di sapere del diritto.
Dettagli
| Edizione: | 0 |
|---|---|
| Categoria: | diritto |
| Volumi: | 0 |
| Pagine: | 0 |
| Collana: | Ricerche. Storia |
| Data Pubblicazione: | 01-2026 |
| Lingua: | Ita |
| ISBN: | 9788834361948 |
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