Non più in commercio
Qualcuno gli scagliò dietro un cane morto
Descrizione
Un reportage, con un titolo preso in prestito da Malcolm Lowry (dall'ultima frase di Sotto il vulcano), dove a parlare sono prima di tutto i luoghi, in una sorta di archeologia del presente. Li interroga un narratore che è anche un camminatore instancabile, coraggioso ma non spericolato, ironico, minuzioso nell'osservazione e restio a giudicare. Un cronista capace di ascoltare e registrare le vite "minuscole", individuali e collettive, e attraverso di esse restituirci un paesaggio dove l'uomo è passato lasciando caos e degrado, e dove restano solo i cani randagi come sentinelle del nulla. I cani «ferali» convocati qui da Rolin, inseguiti, cercati e scovati in capo al mondo (un «parcheggio non finito» a Bangkok, «ruderi industriali» in Egitto, un cratere «circondato da erbacce» in Libano, una discarica a Città del Messico, la periferia di Mosca o l'aeroporto di Miami), non sono né buoni né cattivi ma ci appaiono mansueti o spaventosi a seconda dell'occupazione in cui li cogliamo intenti. Sono creature ignorate e marginali, che Rolin ci costringe a guardare come «ausiliari della sconfitta e della desolazione», come il sintomo di un disordine generalizzato, del collasso di una civiltà. Quasi sempre sullo sfondo, spesso in transito, questi cani, reali o allegorici, ci dicono qualcosa che non vorremmo sapere.
Dettagli
| Edizione: | 0 |
|---|
| Categoria: | geografia |
|---|
| Volumi: | 0 |
|---|
| Pagine: | 0 |
|---|
| Collana: | Quodlibet Storie |
|---|
| Data Pubblicazione: | - |
|---|
| Lingua: | Ita |
|---|
| ISBN: | 9788822924728 |
|---|